Fare come la Russia

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Sono passati più di vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, eppure l’Unione Sovietica continua ad avere nuovi ammiratori. Ma questa volta non si tratta dei soliti vecchi comunisti nostalgici, bensì dell’Unione Europea. Ci sono sempre più analogie tra il comportamento dei burocrati dell’UE (raccolti nella Banca centrale europea e nella Commissione europea) nei confronti dei paesi membri e il modo in cui l’URSS si rapportava con gli “amici” del Patto di Varsavia.
Certo i tempi sono cambiati, invece dei tanks a Praga adesso mandano i funzionari ad Atene, ma il risultato è lo stesso: cade il governo. L’obiettivo non cambia: sostituire un governo non troppo allineato con uno più ubbidiente.
L’URSS giustificava il suo interventismo con il fatto che il socialismo e la sua difesa non potevano essere limitati a una questione nazionale. L’UE fa la stessa cosa, ma al posto del socialismo adesso c’è il debito.
E anche la risposta alle loro crisi è la stessa: i nostri economisti di regime dicono che non si è ancora liberalizzato a sufficienza e che non si è ancora ridotto abbastanza il welfare. Sostengono che per salvare il liberismo in crisi sia necessario più liberismo e ricordano sempre più quei “brežneviani” che all’epoca della stagnazione sovietica affermavano che non si era fatto abbastanza socialismo.
Pensare di salvare un sistema in crisi radicalizzando le sue peculiarità è folle, eppure è quello che ha fatto l’URSS (che infatti non c’è più, il cambio di rotta di Gorbacëv arrivò troppo tardi) ed è quello che stiamo facendo noi. Ringraziamo il fedele Napolitano che con la nomina dei dieci “saggi” si è dimostrato ancora una volta il punto di riferimento dei diktat europei e che qualcuno ancora definisce spudoratamente “super partes”. Ma opporsi a tutto questo non significa necessariamente voler uscire dall’Unione Europea. Non è, ad esempio, quello che vuole Syriza in Grecia, così come Dubcek non voleva uscire dal Patto di Varsavia nel 1968. Resta da capire in tutto questo ragionamento dove si inseriscano Grillo e il M5S. Non sono ottimista, ma mi riservo il diritto di vedere i prossimi sviluppi prima di dare giudizi affrettati.

Jacopo Custodi

editoriale Kronstadt n° 72 – periodico pavese

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